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<title>Il Blog del Messia</title>
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<subtitle>Ho voglia di raccontarti. Qui troverai quello che molti non vorranno mai farti sapere.</subtitle>
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<title>Crisi economica. Ecco come ci hanno preso in giro</title>
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<published>2010-01-18T16:09:00+01:00</published>
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<summary>          Quando mesi fa scoppiò la crisi economica tutto il mondo si...</summary>
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&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://ilblogdelmessia.myblog.it/media/02/02/226531093.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://ilblogdelmessia.myblog.it/media/02/02/977180848.jpg&quot; id=&quot;media-1053878&quot; alt=&quot;crisi_economica.jpg&quot; style=&quot;border-width: 0; float: left; margin: 0.2em 1.4em 0.7em 0;&quot; name=&quot;media-1053878&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; xml:lang=&quot;it-IT&quot; align=&quot;justify&quot; lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Quando mesi fa scoppiò la crisi economica tutto il mondo si inginocchiò iniziando a tremare. I Tg dell'intero pianeta spesero milioni di parole per annunciarci l'arrivo di un periodo di carestia economica quasi come fosse un'epidemia scesa dal cielo e non la conseguenza di operazioni finanziarie spavalde avvallate da banche complici e scellerate. Chi ha pagato davvero il dissesto finanziario è stata l'America e tutte le vicinissime realtà ad essa collegate, tra le quali certamente non appare l'Italia. Anche noi abbiamo atteso con trepidazione lo tsunami finanziario che fortunatamente ci ha sfiorati solo di striscio, causando pochi, pochissimi danni reali alla nostra economia. Però quello che è accaduto in seguito resta ancora un mistero.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; xml:lang=&quot;it-IT&quot; align=&quot;justify&quot; lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Da sempre si è paventata la possibilità che le medie e piccole imprese, colte dal tracollo economico, sarebbero state costrette a chiudere. Cosa che in realtà in parte è anche accaduta. Ma questa crisi pare abbia invece colpito le grandi multinazionali che in pochi mesi hanno falciato migliaia di dipendenti senza un apparente vero motivo. Il procedimento economico in atto è pressapoco questo: Per colpa della crisi un' azienda miliardaria è riuscita a fatturare, ad esempio, 10 miliardi di euro piuttosto che i 14 dello scorso anno. Nel complicato gioco del mercato la perdita è un fattore di rischio esistente, così come il mancato guadagno o il minor introito. Dunque questa multinazionale ha guadagnato 4 miliardi in meno ma resta comunque un utile di 10 miliardi. Le imprese hanno sfruttato l'onda negativa della crisi per tagliare il personale: quattro miliardi di guadagni in meno = licenziamenti per quattro miliardi di stipendi. Ecco come le più grandi aziende del mondo continuano a dominare i mercati senza avere pietà della gente. Ecco come si spiega che Fiat, Alitalia, Intel e Telecom buttino in mezzo a una strada intere famiglie.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span xml:lang=&quot;it-IT&quot; lang=&quot;it-IT&quot;&gt;Se non mi credete vi porgo un altro esempio, fresco di ore. Con l'avvento dell'influenza A sono stati prodotti nel nostro Paese venti milioni di vaccini contro il virus. Società a capo dell'impero è la farmaceutica&lt;/span&gt; Novartis che grazie a questa produzione ha guadagnato 185 milioni di euro, come non mai nella sua esistenza. Nonostante ciò la società ha avviato le procedure per il licenziamento di 24 collaboratori italiani.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Per concludere: siamo davvero più poveri ma la verità è che questa crisi certamente è andata a favore degli avidi. Non servono a nulla Fondi economici e ammortizzatori sociali fino a quando i Governi permetteranno alle imprese di licenziare tanti lavoratori quanto i loro mancati guadagni..figuriamoci cosa accadrebbe in caso di perdite.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Dammi qualche spiccio e dimmi la tua.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Il Body scanner e l'aeroporto di Guantanamo</title>
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<updated>2010-01-14T12:38:43+01:00</updated>
<published>2010-01-14T12:37:00+01:00</published>
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<summary>     La probabile introduzione dei Body Scanner all'interno degli aeroporti...</summary>
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&lt;div style=&quot;text-align: left&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://ilblogdelmessia.myblog.it/media/02/01/8156871.jpg&quot; id=&quot;media-1048782&quot; alt=&quot;sicure.jpg&quot; style=&quot;border-width: 0; margin: 0.7em 0;&quot; name=&quot;media-1048782&quot; /&gt; &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; xml:lang=&quot;it-IT&quot; align=&quot;justify&quot; lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La probabile introduzione dei Body Scanner all'interno degli aeroporti mondiali rappresenta l'ennesima umiliazione per la gente abituata a respirare la democrazia sin dalla nascita. Sottoporsi a uno tsunami di raggi X che permettono ai controllori di intravedere le nostre parti intime è una privazione della libertà che definirei allarmante. Spesso si dimentica che non sempre l'obiettivo dei terroristi islamici è quello di uccidere ma, come dice la parola stessa, quello di incutere terrore e rendere impossibile la vita dei loro nemici. Per la strategia che loro stessi hanno messo in atto, le proteste della gente sulla possibilità di essere spiati dai macchinari, i ritardi di ore sui voli e l'accentuata paura di morire su di un aereo sono obiettivi più che soddisfacenti da raggiungere. Ed è proprio quello che sta accadendo ora.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; xml:lang=&quot;it-IT&quot; align=&quot;justify&quot; lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Quello su cui vale la pena riflettere è che a questa logica della paura e alla sensazione di eterna insicurezza non c'è via di fuga: i terroristi possono colpire quando e dove vogliono. Maroni ha espresso la volontà di installare i macchinari almeno negli aeroporti di Roma e Milano, ma gli attacchi potrebbero essere condotti tranquillamente su altri aerei e altri voli. La seconda ipotesi, la peggiore, è che il terrorista si faccia esplodere prima di giungere ai controlli, sono centinaia le persone in fila che attendono di oltrepassare i rilevatori metallici. E poi c'è la terza ipotesi: treni , autobus e metropolitane sono sprovvisti di ogni controllo e comunque sarebbero impossibili da gestire.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; xml:lang=&quot;it-IT&quot; align=&quot;justify&quot; lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Resta sconcertante la falla nei sistemi di sicurezza: la gente viene privata delle privacy, sottoposta a pesanti disagi e chi dovrebbe garantire la nostra incolumità commette errori che, nel caso specifico del fallito attentato di Natale, sarebbe costata la vita a 275 esseri umani. Ritornando ai Body Scanner l'ultima considerazione è sulla loro reale efficacia: diversi esperti mondiali in esplosivi hanno dichiarato con certezza che, se nascosta meglio, la polvere nelle mutande del nigeriano sarebbe sfuggita ai raggi del macchinario.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; xml:lang=&quot;it-IT&quot; align=&quot;justify&quot; lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; xml:lang=&quot;it-IT&quot; align=&quot;justify&quot; lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dimmi la tua.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;
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<title>Le meraviglie di Petra</title>
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<updated>2010-01-14T12:16:48+01:00</updated>
<published>2010-01-14T12:13:00+01:00</published>
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<summary>     Vi lascio di seguito una parte del mio articolo scritto dopo il viaggio...</summary>
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&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://ilblogdelmessia.myblog.it/media/01/01/1605286909.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://ilblogdelmessia.myblog.it/media/01/01/5260971.jpg&quot; id=&quot;media-1048755&quot; alt=&quot;giordania (54).jpg&quot; style=&quot;border-width: 0; float: right; margin: 0.2em 0 1.4em 0.7em;&quot; name=&quot;media-1048755&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Vi lascio di seguito una parte del mio articolo scritto dopo il viaggio a Petra e pubblicato sul mensile nazionale Acqua &amp;amp; Sapone a pag. 114&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Una montagna imponente, di un rosso così intenso che gli occhi fanno fatica ad ammirare per più di pochi secondi. Un fascio di luce che riflette un piccolo ingresso naturale ai piedi della montagna e che ti invoglia a proseguire per quella via, a entrare anche se non sai bene cosa ti aspetta.Inizia da qui, da Petra, il mio lungo viaggio alla volta della Giordania, che mi porterà a scoprire una terra dove tutti gli elementi della natura convivono in armonia, senza che nessuno di essi pretenda di prevalere sugli altri.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Mi incammino dietro quella porta di luce, attraversando un percorso roccioso e stretto tre metri, scortato dai fianchi di quella stessa montagna fatta di rocce e mistero. Un silenzio assordante lungo la via che ci porta per circa un km a camminare in questo spazio ridotto a 200 metri di profondità. Poi all'improvviso, appena dietro un grande masso, si apre uno scenario impossibile da dimenticare. Siamo arrivati a Petra e di fronte a me ho il sacro monastero denominato Deir. Una struttura imponente a sei colonne, scavata nel cuore della montagna. La roccia è stata divelta per fare spazio a questo luogo di culto scolpito centimetro per centi&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;metro, fino a giungere al risultato che tutti noi oggi possiamo apprezzare. &lt;span style=&quot;font-style: normal;&quot;&gt;Anticamente Petra era abitata da pastori nomadi di origine semitica, allevatori di cammelli e abili razziatori, i quali giunsero dall’Arabia, probabilmente nel VII secolo a.C. Ben presto si arricchirono con il saccheggio delle carovane che dall’Arabia portavano merci pregiate verso le coste mediterranee, ma in seguito trovarono più utile imporre forti tasse alle carovane stesse in cambio di protezione e di rifugio. Fu certamente la presenza delle ricche sorgenti che indusse le fiere tribù dei nomadi Nabatei a fermarsi in questo luogo, intorno al IV secolo a.C., per costruirvi una città che fosse inaccessibile. Prima che dei Nabatei, questo territorio era degli Horiti, intorno al 2000 a.C., e più tardi degli Edomiti che al tempo di Mosè avevano esteso il loro dominio sulla Giordania meridionale. Petra potrebbe quindi essere identificata con Sela, la biblica capitale del regno degli Edomiti. I pastori erano soliti rifugiarsi all' interno delle caverne, difficili da individuare a occhio nudo anche a poca distanza dall'ingresso, un luogo sicuro che ha portato alla scoperta della città solo nel 1812, a opera dello svizzero Johann Burckhardt.. Proseguiamo così per un altro lungo sentiero, questa volta in salita, che ci porta ad attraversare torrenti e colonne in stile romano fino a giungere al Ninfeo, la fontana pubblica dedicata alle ninfe. Percorriamo così le terre abbandonate del leggendario Lawrence d’Arabia, formate solo da sabbia rossa che conducono in cima al monte.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-style: normal;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Lascio il gruppo, decido di proseguire solo in compagnia di un altro viaggiatore conosciuto poche ore prima. Percorro ancora il sentiero fino a sbucare in un piazzale ampio dove regna un altro monastero, simile al Deir, ma più piccolo. Non c'è nessuno. Mi trovo in cima alla montagna, dalla quale posso osservare le teste di altri monti più piccoli. Un asino legato a un palo, una musica soave e una piccola tenda. Mi affaccio timidamente all'ingresso, dove un pastore stava suonando uno strumento simile a un flauto mai visto prima. Smette di suonare, mi sorride e mi invita a sedermi. Mi offre una tazza di tè e inizia a raccontarmi delle vicende di Petra, delle sue leggende e dei suoi miti. Molta gente si affanna alla ricerca della felicità, io posso affermare con certezza di aver trovato il senso della vita proprio su questo monte, al ritmo di quella melodia. Voglio andare via ma il pastore mi costringe quasi a restare, ad aspettare il tramonto. Pochi minuti e la montagna si infiamma iniziando a brillare come se fosse interamente ricoperta di oro. Ripercorro a ritroso il percorso incrociando un altro pastore solitario che mi offre un passaggio su di un cammello. Mi porta a visitare la sua tenda e mi presenta altre persone sedute introno al fuoco. Mi offrono l'ennesimo tè, mi raccontano che vivono lì da anni accogliendo i turisti. Non escono mai dal villaggio e due volte alla settimana pagano dei trasportatori che portano cibo e medicinali. A Petra non esiste energia elettrica, nessun tipo di tecnologia. Una vita nella vita. Mi accompagnano all'uscita con la sola luce di una torcia e di qualche altro fuoco sparso qua e là sulla montagna. Altre piccole famiglie, esistenze. Cala la notte su Petra, un gioiello che domani splenderà di una luce nuova e ancora più forte.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>La Grecia con gli occhi di un bambino</title>
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<summary>        Pochi mesi fa una mia cara amica di nome Antonella mi chiese di poter...</summary>
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&lt;div style=&quot;text-align: center&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://ilblogdelmessia.myblog.it/media/00/01/1957100107.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://ilblogdelmessia.myblog.it/media/00/01/47129355.jpg&quot; id=&quot;media-1040626&quot; alt=&quot;Immagine 098.jpg&quot; style=&quot;border-width: 0; margin: 0.7em 0;&quot; name=&quot;media-1040626&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt; &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Pochi mesi fa una mia cara amica di nome Antonella mi chiese di poter mostrare ai suoi alunni alcune fotografie del mio ultimo viaggio in Grecia. Era convinta che raccontare la storia attraverso delle fotografie reali, dei tempi moderni, potesse avvicinare ancora di più i ragazzi a quel passato storico-artistico che spesso, noioso, tendiamo a dimenticare. Antonella mi parlò commossa dei suoi alunni e della reazione entusiasta che ebbero visualizzando le foto. Questi teneri ragazzi della quinta&amp;nbsp; B scuola elementare &quot;OASI&quot;- AS.SO.RI., Foggia si sono addirittura presi il distrurbo di scrivermi una lettera che testualmente riporto qui di sotto.... inutile ripeterlo: i sentimenti dei più piccoli sono i più sinceri perche denudati di ogni orgoglio, ogni ferita e ogni aspettativa. Noi ci risentiamo presto e buon 2010 amici e lettori.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Caro Emanuele,&lt;br /&gt; siamo gli alunni della maestra Antonella, frequentiamo la V B e siamo: Matteo, Yuri, Andrea, Giuseppe, Maria Pia, Anna Chiara, Gioia, Michele, Simone E., Simone F., Stefano e Vincenzo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Quest'anno in storia abbiamo abbiamo studiato la civiltà dei Greci. Un giorno la maestra Antonella ci ha raccontato che le hai regalato le foto scattate dal vivo dei templi e soprattutto del Partenone di Atene. Con molto entusiasmo ce le ha fatte vedere con la pen -drive al computer e tutti noi le abbiamo trovate molto interessanti. Essendo state scattate dal vivo abbiamo capito meglio come erano i templi e la bellezza di una civiltà che a noi piace molto. La foto più bella è stata quella del Partenone; appena vista abbiamo provato una sensazione di forte stupore e felicità perchè questo magnifico tempio ci è sembrato enorme e tu in confronto eri una miniatura!&lt;br /&gt; Questa foto ci ha fatto venire delle emozioni bellissime e anche la pelle d'oca! E' stato per noi come entrarci realmente! Noi tutti ti ringraziamo di tutto cuore per averci dato la possibilità di conoscere tramite queste magnifiche foto i monumenti bellissimi del nostro mondo.&lt;br /&gt; Un abbraccio di tutto cuore......e mille grazieeeee!!!!&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; P.S. quando torni a Foggia vieni a trovarci, possibilmente entro la fine dell'anno scolastico perchè noi poi andremo alle scuole medie.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Come smettere di fumare</title>
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<updated>2009-12-16T16:48:17+01:00</updated>
<published>2009-12-16T16:48:17+01:00</published>
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<summary>        C'è una strano sentimento che assale il fumatore che decide di...</summary>
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&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://ilblogdelmessia.myblog.it/media/01/00/994066258.JPG&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://ilblogdelmessia.myblog.it/media/01/00/1558010486.JPG&quot; id=&quot;media-1014021&quot; alt=&quot;portraits105.JPG&quot; style=&quot;border-width: 0; float: right; margin: 0.2em 0 1.4em 0.7em;&quot; name=&quot;media-1014021&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot; lang=&quot;it-IT&quot; xml:lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;C'è una strano sentimento che assale il fumatore che decide di smettere di essere tale: la paura. Il timore di non godere più del sostegno che le sigarette danno, di dover rinunciare a quei fantastici momenti dopo cena, dopo il sesso o dopo il caffè. La paura, insomma, di essere privati di qualcosa che tutto sommato ti ha tenuto compagnia per molti anni della tua vita. La scoperta scioccante che ho potuto constatare è che il piacere che si prova nel fumare altro non è che la soddisfazione di iniettare nicotina nel corpo, la sensazione di piacere non è dovuta alla sigaretta in sé, ma alla quantità di nicotina che regali al fisico che urgentemente la richiede. Non credi sia così? Allora prova per un attimo a riflettere se il gusto e il sapore della sigaretta che stai fumando in questo momento è piacevole.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot; lang=&quot;it-IT&quot; xml:lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La nicotina è una droga come le altre, si prova piacere nell'alleviare il disagio che il fisico ha nella mancanza della droga, ma la sigaretta da tutt'altro che una situazione di piacere. Quel che è bello è l'aver compreso, grazie ad Allan Carr, che il corpo soffre pochissimo di crisi di astinenza che più che altro si manifestano in un desiderio solo mentale di volere una sigaretta. Il nostro corpo non è programmato per ricevere veleno, è solo la mente che crede di averne bisogno per soddisfare quel bisogno fisico che resta comunque impercettibile e solo per poco tempo dopo aver smesso.Altro elemento fondamentale è che non esistono fumatori occasionali. La sigaretta è una droga, basta un solo tiro per ridare al corpo la sensazione di desiderarne ancora, ecco perchè tutti coloro che hanno smesso, per una sola sigaretta fumata poi riprendono come e più di prima.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot; lang=&quot;it-IT&quot; xml:lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Non so se quella appena fumata sarà stata la mia ultima sigaretta, ma per la prima volta in vita mia ci sto provando sul serio. Il fumo fa malissimo, provoca molte malattie e molti disturbi. Non per ultimo uccide. Se penso a tutto questo sarebbe logico non accenderne mai più una, ma sono un tossicodipendente e qualsiasi ragionamento fatto a un drogato è inefficace. Nonostante il tabacco sia quanto di più malvagio per il corpo la voglia di fumare permane, ma è più il desiderio di provare quella sensazione di relax che desidero. Serenità che il corpo ottiene per via della sua dose di droga che la sigaretta impone e che la stessa sigaretta ti toglie. Chi non fuma non ne avverte il bisogno. Servirà tutto questo a farmi smettere?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot; lang=&quot;it-IT&quot; xml:lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Spegniamo anche la tua.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Anche le Corone finiscono in manette</title>
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<updated>2009-12-10T16:36:16+01:00</updated>
<published>2009-12-10T16:25:00+01:00</published>
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&lt;div style=&quot;text-align: center&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://ilblogdelmessia.myblog.it/media/00/02/673333579.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://ilblogdelmessia.myblog.it/media/00/02/607814533.jpg&quot; id=&quot;media-1005928&quot; alt=&quot;596-locale.jpg&quot; style=&quot;border-width: 0; margin: 0.7em 0;&quot; name=&quot;media-1005928&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt; &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; xml:lang=&quot;it-IT&quot; align=&quot;justify&quot; lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; xml:lang=&quot;it-IT&quot; align=&quot;justify&quot; lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il fotografo Fabrizio Corona è stato condannato a tre anni e otto mesi per aver ricattato vip, calciatori e ballerine, tratti in atteggiamenti imbarazzanti per l'opinione pubblica. L'accusa è quella di aver estorto del danaro alle vittime che hanno pagato pur di evitare la pubblicazione di scatti che potevano creare loro pesanti situazioni di disagio. Al termine dell'udienza Corona ha parlato di un Paese ingiusto, di una magistratura che lo perseguita, della sua indifferenza nel farsi il carcere e soprattutto ha dichiarato di vergognarsi di essere italiano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; xml:lang=&quot;it-IT&quot; align=&quot;justify&quot; lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Fabrizio Corona ha ragione. L'Italia e solo l'Italia poteva infatti permettergli di guadagnare centinaia di migliaia di euro frutto delle sue ripetute ospitate in tutte le tv nazionali. Solo qui Corona poteva essere scelto per sponsorizzare una marca di gioielli ed essere invitato il primo di ogni mese in un famoso negozio di Roma per la presentazione di capi di abbigliamento. Per non parlare delle sue partecipazioni alle feste in discoteca per un compenso di migliaia di euro. Alla faccia della gente onesta che lavora. Molto spesso si critica alla politica la mancanza di ideali e valori, mi chiedo, e non è retorica, quale esempio diamo a noi stessi e agli altri se un delinquente appare quotidianamente in televisione come fosse una star. Un criminale, perchè ad oggi è stato condannato per estorsione e a breve sarà anche processato per aver pagato in un autogrill con soldi falsi e per aver viaggiato a 200Km orari pur essendo sprovvisto di patente. Uno strafottente egocentrico che ha gettato fango su tutti pur di emergere dalla massa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; xml:lang=&quot;it-IT&quot; align=&quot;justify&quot; lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Sono davvero curioso di vedere quanti giorni effettivi di carcere farà il signor Corona e mi auguro di non sbagliare quando penso che a breve gli verrà data la possibilità di scontare la pena nel lusso e nella comodità della sua casa. Ho un dubbio perchè siamo in un Paese che non si vergogna nemmeno di chi sputa ogni giorno sulla parola 'Italia'.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; xml:lang=&quot;it-IT&quot; align=&quot;justify&quot; lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dimmi la tua&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Contro il precariato un solo rimedio: pentirsi</title>
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<published>2009-12-03T17:04:00+01:00</published>
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<summary>        Contro la piaga sociale del lavoro precario ho finalmente individuato...</summary>
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&lt;div style=&quot;text-align: center&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://ilblogdelmessia.myblog.it/media/02/01/175803565.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://ilblogdelmessia.myblog.it/media/02/01/471320549.jpg&quot; id=&quot;media-996277&quot; alt=&quot;Foto da Galera Davide Ferrario_medium.jpg&quot; style=&quot;border-width: 0; margin: 0.7em 0;&quot; name=&quot;media-996277&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt; &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; xml:lang=&quot;it-IT&quot; align=&quot;justify&quot; lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Contro la piaga sociale del lavoro precario ho finalmente individuato l'unico rimedio possibile: fingersi un collaboratore di giustizia. Il rimedio è bipartizan, da destra a sinistra tutti si sono occupati di risolvere una volta per tutte l'instabilità sociale nella quale siamo costretti a vivere, soprattutto noi giovani. L'Italia è un Paese di gente che vive quotidianamente con i sensi di colpa, a tal punto che a oggi i pentiti sono 833 e il programma di protezione è assicurato anche anche ai loro 3054 familiari.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; xml:lang=&quot;it-IT&quot; align=&quot;justify&quot; lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Essere protetti significa uscire dal carcere, andare a vivere tranquillamente in un'altra città, in una casa arredata di tutti i confort e ricevere un assegno mensile di mille euro, più di quanto abbia mai guadagnato in vita mia. Ovviamente una macchina per gli spostamenti, cure sanitarie pagate, oltre alla spesa alimentare e alle relative bollette. Ogni anno lo Stato paga per i pentiti ben 65 milioni di euro, così come riporta anche un'inchiesta del quotidiano Libero. Forse proprio per questo motivo, dopo gli attentati di Falcone e Borsellino i pentiti in Italia erano oltre 7mila.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; xml:lang=&quot;it-IT&quot; align=&quot;justify&quot; lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Fingersi pentiti conviene. Hai un amico chiamato Stato che ti mantiene e ti dà il sostegno di cui hai bisogno. Ti permette di riavere la libertà anche dopo aver commesso crimini atroci, insomma un fratello al quale affidarsi. Quando il programma di protezione è giunto al suo termine, i pentiti, hai visto mai, ricevono anche un assegno di buona uscita e l'impegno dello Stato al reinserimento sociale attraverso l'individuazione di un lavoro. Prove alla mano se ne hanno poche, o meglio non accertate, ma sembrerebbe che sia davvero molto alto il numero di pentiti che rilasciano dichiarazioni inesatte, non fondate, il cui unisco scopo è solo quello di accingere alla mammella dello Stato, almeno per qualche anno. Che considerazione si può avere infatti, quale attendibilità dare a gente che si è macchiata dei peggiori delitti e che spesso parla solo per motivi legati alla vendetta. E se è vero che ognuno di noi ha qualcosina da nascondere, non confidatevi più con me, potrei molto presto tradirvi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; xml:lang=&quot;it-IT&quot; align=&quot;justify&quot; lang=&quot;it-IT&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dimmi la tua&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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